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31 January

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Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente sup­porle come se fossero avvolte nell'oscurità, o fossero nel trascendente, fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza.
 
La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo, a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimi­tati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata.
 
La seconda comincia dal mio io invisi­bile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera infinitezza, ma che solo l'intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connes­sione non, come là, semplicemente accidentale, ma uni­versale e necessaria.
 
Il primo spettacolo di una quantità innumerevole di mondi annulla affatto la mia importanza di natura animale che deve restituire nuovamente al pianeta (un semplice punto nell'universo) la materia della quale si formò, dopo essere stata provvista per breve tempo (e non si sa come) della forza vitale.
 
Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall'animalità e anche dall'intero mondo sensibile, almeno per quanto si può inferire dalla determinazione conforme a fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determina­zione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all'infinito.
27 January

iL CoRvO

 

Una volta in una fosca mezzanotte, mentre io meditavo, debole e stanco,
sopra alcuni bizzarri e strani volumi d'una scienza dimenticata;
mentre io chinavo la testa, quasi sonnecchiando - d'un tratto, sentii un colpo leggero,
come di qualcuno che leggermente picchiasse - pichiasse alla porta della mia camera.
-- « È qualche visitatore - mormorai - che batte alla porta della mia camera » --
Questo soltanto, e nulla più.

 

Ah! distintamente ricordo; era nel fosco Dicembre,
e ciascun tizzo moribondo proiettava il suo fantasma sul pavimento.
Febbrilmente desideravo il mattino: invano avevo tentato di trarre
dai miei libri un sollievo al dolore - al dolore per la mia perduta Eleonora,
e che nessuno chiamerà in terra - mai più.

 

E il serico triste fruscio di ciascuna cortina purpurea,
facendomi trasalire - mi riempiva di tenori fantastici, mai provati prima,
sicchè, in quell'istante, per calmare i battiti del mio cuore, io andava ripetendo:
« È qualche visitatore, che chiede supplicando d'entrare, alla porta della mia stanza.
« Qualche tardivo visitatore, che supplica d'entrare alla porta della mia stanza;
è questo soltanto, e nulla più ».

 

Subitamente la mia anima divenne forte; e non esitando più a lungo:
« Signore - dissi - o Signora, veramente io imploro il vostro perdono;
« ma il fatto è che io sonnecchiavo: e voi picchiaste sì leggermente,
« e voi sì lievemente bussaste - bussaste alla porta della mia camera,
« che io ero poco sicuro d'avervi udito ». E a questo punto, aprii intieramente la porta.
Vi era solo la tenebra, e nulla più.

 

Scrutando in quella profonda oscurità, rimasi a lungo, stupito impaurito
sospettoso, sognando sogni, che nessun mortale mai ha osato sognare;
ma il silenzio rimase intatto, e l'oscurità non diede nessun segno di vita;
e l'unica parola detta colà fu la sussurrata parola «Eleonora!»
Soltanto questo, e nulla più.

 

Ritornando nella camera, con tutta la mia anima in fiamme;
ben presto udii di nuovo battere, un poco più forte di prima.
« Certamente - dissi - certamente è qualche cosa al graticcio della mia finestra ».
Io debbo vedere, perciò, cosa sia, e esplorare questo mistero.
È certo il vento, e nulla più.

 

Quindi io spalancai l'imposta; e con molta civetteria, agitando le ali,
si avanzò un maestoso corvo dei santi giorni d'altri tempi;
egli non fece la menoma riverenza; non esitò, nè ristette un istante
ma con aria di Lord o di Lady, si appollaiò sulla porta della mia camera,
s'appollaiò, e s'installò - e nulla più.

 

Allora, quest'uccello d'ebano, inducendo la mia triste fantasia a sorridere,
con la grave e severa dignità del suo aspetto:
« Sebbene il tuo ciuffo sia tagliato e raso - io dissi - tu non sei certo un vile,
« orrido, torvo e antico corvo errante lontanto dalle spiagge della Notte
« dimmi qual'è il tuo nome signorile sulle spiagge avernali della Notte! »
Disse il corvo: « Mai più ». 

 

Mi meravigliai molto udendo parlare sì chiaramente questo sgraziato uccello,
sebbene la sua risposta fosse poco sensata - fosse poco a proposito;
poichè non possiamo fare a meno d'ammettere, che nessuna vivente creatura umana,
mai, finora, fu beata dalla visione d'un uccello sulla porta della sua camera,
con un nome siffatto: « Mai più ».

 

Ma il corvo, appollaiato solitario sul placido busto, profferì solamente
quest'unica parola, come se la sua anima in quest'unica parola avesse effusa.
Niente di nuovo egli pronunziò - nessuna penna egli agitò -
finchè in tono appena più forte di un murmure, io dissi: « Altri amici mi hanno già abbandonato,
domani anch'esso mi lascerà, come le mie speranze, che mi hanno già abbandonato ».
Allora, l'uccello disse: « Mai più ».

 

Trasalendo, perchè il silenzio veniva rotto da una risposta sì giusta:
« Senza dubbio - io dissi - ciò ch'egli pronunzia è tutto il suo sapere e la sua ricchezza,
« presi da qualche infelice padrone, che la spietata sciagura
« perseguì sempre più rapida, finchè le sue canzoni ebbero un solo ritornello,
« finchè i canti funebri della sua Speranza ebbero il malinconico ritornello:
« Mai, - mai più ».

 

Ma il corvo inducendo ancora tutta la mia triste anima al sorriso,
subito volsi una sedia con ricchi cuscini di fronte all'uccello, al busto e alla porta;
quindi, affondandomi nel velluto, mi misi a concatenare
fantasia a fantasia, pensando che cosa questo sinistro uccello d'altri tempi,
che cosa questo torvo sgraziato orrido scarno e sinistro uccello d'altri tempi
intendea significare gracchiando: « Mai più ».

 

Così sedevo, immerso a congetturare, senza rivolgere una sillaba
all'uccello, i cui occhi infuocati ardevano ora nell'intimo del mio petto;
io sedeva pronosticando su ciò e su altro ancora, con la testa reclinata adagio
sulla fodera di velluto del cuscino su cui la lampada guardava fissamente;
ma la cui fodera di velluto viola, che la lampada guarda fissamente
Ella non premerà, ah! - mai più!

 

Allora mi parve che l'aria si facesse più densa, profumata da un incensiere invisibile,
agiato da Serafini, i cui morbidi passi tintinnavano sul soffice pavimento,
- « Disgraziato! - esclamai - il tuo Dio per mezzo di questi angeli ti à inviato
« il sollievo - il sollievo e il nepente per le tue memorie di Eleonora!
« Tracanna, oh! tracanna questo dolce nepente, e dimentica la perduta Eleonora!
Disse il corvo: « Mai più ».

 

- « Profeta - io dissi - creatura del male! - certamente profeta, sii tu uccello o demonio! -
- « Sia che il tentatore l'abbia mandato, sia che la tempesta t'abbia gettato qui a riva,
« desolato, ma ancora indomito, su questa deserta terra incantata
« in questa visitata dall'orrore - dimmi, in verità, ti scongiuro -
« Vi è - vi è un balsamo in Galaad? dimmi, dimmi - ti scongiuro. -
Disse il corvo: « Mai più ».

 

- « Profeta! - io dissi - creatura del male! - Certamente profeta, sii tu uccello o demonio!
« Per questo Cielo che s'incurva su di noi - per questo Dio che tutti e due adoriamo -
« dì a quest'anima oppressa dal dolore, se, nel lontano Eden,
« essa abbraccerà una santa fanciulla, che gli angeli chiamano Eleonora,
« abbraccerà una rara e radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Eleonora ».
Disse il corvo: « Mai più ».

 

- « Sia questa parola il nostro segno d'addio, uccello o demonio! » - io urlai, balzando in piedi.
« Ritorna nella tempesta e sulla riva avernale della notte!
« Non lasciare nessuna piuma nera come una traccia della menzogna che la tua anima ha profferita!
« Lascia inviolata la mia solitudine! Sgombra il busto sopra la mia porta!
Disse il corvo: « Mai più ».

E il corvo, non svolazzando mai, ancora si posa, ancora è posato
sul pallido busto di Pallade, sovra la porta della mia stanza,
e i suoi occhi sembrano quelli d'un demonio che sogna;
e la luce della lampada, raggiando su di lui, proietta la sua ombra sul pavimento,
e la mia, fuori di quest'ombra, che giace ondeggiando sul pavimento
non si solleverà mai più!              

                                                                                                                                                 E.A.P.

23 January

TeST

 
TEST n. 1
Questa è la storia di una ragazza. Ai funerali della madre, vede un
giovaneche non conosce. Lo trova fantastico, proprio l'uomo dei suoi sogni.
E' uncolpo di fulmine, e se ne innamora perdutamente. Qualche giorno più
tardi,la ragazza uccide la propria sorella.
Domanda: per quale motivo ha ucciso la sorella?
 

TEST 2(valido soprattutto per chi conosce un pochino di Inglese).
Prendetevi al massimo 10 secondi per farlo, altrimenti non è valido.
Contate il numero di F nel seguente testo:
+++++++++++++++++++++++++++FINISHED FILES ARE THE RE-SULT OF YEARS OF
SCIENTIF-IC STUDY COMBINED WITH THEEXPERIENCE OF
YEARS+++++++++++++++++++++++++++
 

TEST 3
Il seguente test è davvero impressionante. Non è un trabocchetto: per favore
fatelo bene fino in fondo, non è lungo.Vi siete mai chiesti se la vostra
mente è normale o diversa? Fate seriamente l'esercizio di riflessione e
trovate la risposta !!!Seguite bene le istruzioni, e rispondete alle domande
una per una al più presto possibile, ma non continuate prima di avere
terminato la precedente. Non occorre scrivere le risposte. Sarete sorpresi
del risultato, ve lo garantisco.
Quanto fa: 15+63+5689+212+5375+2625+5263+32 un po' più difficile ma è il
vero esercizio!
Allora coraggio:123+5
PRESTO! PENSATE A UN UTENSILE E A UN COLORE! Poi scorrete più giù.

Scendete ancora.
Pensate a un martello ROSSO non è vero??? Se non è così, fate parte del 2%
della popolazione la cui mente è abbastanza diversa per pensare a
qualcos'altro. 98% della popolazione risponde'martello rosso' se le si dà da
fare questo esercizio. Fa venire la pelled'oca vero?
 

TEST 4
Test del piede destro intelligente.
Val la pena di provare, è incredibile..ma vero.
Ciò che segue è così curioso che sfida tutta la comprensione.
Sono pronto a scommettere che proverete almeno 50 volte per vedere se siete
capaci di svincolare il piede..ma non ci riuscirete. Provate:
1. Mentre siete seduti al vostro tavolo di lavoro, alzate il piede destro
dal pavimento e fategli fare dei cerchi nel senso delle lancette
dell'orologio.
2. Mentre fate dei cerchi col piede destro, disegnate la cifra 6 nell'aria
con la mano destra. il vostro piede cambia di direzione!
3. Ve l'avevo detto...e non c'è niente da fare.
4. Non dimenticate il piede nel senso delle lancette di un orologio!
 

TEST 5
Test del maiale.
Non barare e fai il test correttamente.
GENIALE! Fai questo piccolo test, è divertente!
Prendi un foglio bianco e disegna un maiale...DISEGNA!!! 
Nn guardare la risposta, DISEGNA prima....
 
 
Il maiale serve da test della personalità.
Se l'hai disegnato: - sulla parte superiore del foglio: sei positivo e
ottimista.- verso il centro: sei realista. - verso il basso del foglio: sei
pessimista e hai tendenza a un comportamento negativo.
Se guarda verso sinistra: credi alla tradizione, sei amichevole e ti
ricordifacilmente delle date: compleanni, anniversari. Se guarda verso
destra: sei innovatore, attivo ma non hai molto senso della famiglia e non
dai importanza alle date importanti. Se guarda di faccia verso di te: sei
diretto, ti piace fare l'avvocato del diavolo e non hai paura di affrontare
discussioni.
Se gli hai aggiunto molti particolari: sei analitico, paziente e diffidente.
Se non ha molti particolari: sei emotivo, ingenuo, non molto metodico e
prendi molti rischi. Se gli hai disegnato meno di 4 zampe: sei esitante o
forse stai vivendo un periodo di grandi cambiamenti nella tua vita.
Se gli hai disegnato 4 zampe: sei sicuro, ostinato e ti attacchi ai tuoi
ideali. Se gli hai diesgnato più di 4 zampe: sei un idiota.
La misura delle orecchie indica la tua capacità di ascolto verso gli altri:
più sono grandi, meglio è.
La lunghezza della coda indica la qualità delle tue relazioni sessuali, di
nuovo più è lunga meglio è! OK, chi ha dimenticato di disegnare la coda???
No, no, non si può rifare il test.
 
P.s. per i primi 2 test aspetto prima le vostre risposte....
15 January

10

                                            DIECI COSE CHE NON HO MAI CAPITO

1) Come mai le donne non riescono a mettersi il mascara tenendo la 
boccachiusa?
 2) Come mai per chiudere Windows si debba cliccare su'start'
 3) Come mai la Lemonsoda è fatta con aromi artificiali e nel detersivo per i 
piatti trovi vero succo di limone
 4) Quando producono un nuovo cibo per cani ''più gustoso''....in realtà chi 
lo ha assaggiato?
 5) Perché Noè non ha lasciato affogare quelle due zanzare?
 6) Perché sterilizzano l'ago prima di praticare le iniezioni letali?
 7) Conoscete le indistruttibili scatole nere degli aerei? Perché cavolo non 
ci fanno tutto l'aereo con quella roba?
8) Perché le pecore non si  restringono quando piove?
9) Se volare è così sicuro, come mai quello dell'aeroporto lo chiamano 
Terminal?
 10) Non capisco perché scrivo queste cose.

 

                                                                                      


14 January

Qual'è la vostra + grande paura?

 

La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.
E’ la nostra luce, non il nostro buio ciò che ci spaventa.
Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?”.
In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei un figlio dell’Universo.
Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.
Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell’universo che è in noi.
Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente,
diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

                                                                                             Nelson Mandela

untitled
9 January

Brand New Day

 
 
 
 
 
"So che mi state ascoltando, avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi, paura di cambiare.
Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire, sono venuto a dirvi come comincerà.
Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente, quello che non volete che vedano.
Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini.
Un mondo in cui tutto è possibile.
Quello che accadrà dopo, dipenderà da voi e da loro."
1 January

INVICTUS

Invictus
 
 
"Dalla notte profonda che mi avvolge
buia come il pozzo che da un polo va all'altro,
ringrazio gli dei quali essi siano per la mia indomita anima.
Stretto nella morsa degli affanni,
io non mi sono mai tirato indietro, nn ho pianto.
Sotto i colpi d'ascia della sorte, il mio capo sanguina, ma non si china.
Visto dall'altra parte questo luogo di rabbia e lacrime appare minaccioso,
ma l'orrore delle ombre, così come la minaccia degli anni non mi trovano,
e non mi troveranno timoroso.
Non importa quanto è stretto il varco o piena di punizioni la vita.
Io sono il padrone del mio destino. Io sono il padrone della mia anima."
 
                                                                                                  William Henley